E se lo Stato fosse un Pronto Soccorso?

Al Pronto Soccorso, come tutti sappiamo, anche se mi auguro di no, funziona così: in base alla gravità del caso vengono assegnati dei braccialettini oppure un foglio con indicato sopra il colore che indica l’urgenza del caso:

– Il rosso per i pazienti più gravi, in pericolo di vita, e che ovviamente hanno la precedenza assoluta;
– Il giallo, per i casi urgenti ma non in pericolo di vita;
– Il verde, per i problemi acuti ma non critici;
– L’azzurro, per i casi acuti ma di scarsa rilevanza;
– Il bianco, problemi di minima rilevanza;

Premesso ciò, visto che si fa un gran parlare di “cambiamento” e dei famigerati 80€ in busta paga ai 10 milioni di dipendenti, vediamo di chiarire, attraverso una “scala delle urgenze” chi, urgentemente, avrebbe realmente più bisogno d’essere aiutato:

– 1. I “senza tetto” (codice rosso);
– 2. Coloro che hanno perso il lavoro e che non usufruiscono degli ammortizzatori sociali (codice “arancione”): i “senza reddito“, che progressivamente aumentano degenerando in “senza tetto“;
– 3. I disoccupati (codice giallo), che hanno da poco perso il lavoro e sopravvivono con l’elemosina degli ammortizzatori sociali come la cassa integrazione, e che una volta finita, li fa aggiungere a quelli sopra;
– 4. Gli operai e gli impiegati (codice verde) che prendono uno stipendio da fame e sopravvivono con quello a stento (i famosi 10 milioni che riceveranno (?) i noti 80€);

Queste sono le “categorie” in “stato emergenziale“. I “senza tetto” (codice rosso) attualmente ammontano a 48mila persone (esseri umani, lo ricordo), mentre i disoccupati (codice giallo-“arancione”) a 3 milioni e 254mila. Mi sembra inutile dire che tutti i dati sono in crescita.

Mi chiedo, allora, per quale motivo il governo scelga di “aiutare” chi ha meno indigenza (codice verde) ignorando coloro che versano in condizioni ben più gravi (rossi e giallo-“arancioni”), sebbene il loro numero sia inferiore. Sarebbe più logico, e solidale, come uno Stato dovrebbe essere, intervenire istituendo un forma di sostentamento simil “reddito di cittadinanza“, evitando afflizioni, inconcepibili nel 2014, a persone che sembrano essere dimenticate da Dio; invisibili. Immaginatevi un Pronto Soccorso in cui i pazienti più gravi nemmeno vengono messi in corridoio su un lettino a rotelle, ma sbattuti letteralmente fuori a morire!

Se la giustificazione è quella di “stimolare i consumi“, è ovvio che se anziché dare 80 miseri euro a 10 milioni di persone, ovvero a chi un lavoro ce lo ha già, per «andarsi a mangiare una pizza», se ne danno 500 a quei 3 milioni che sono senza, la domanda dei consumi aumenti in egual misura. Non credo che quei 500 euro vadano a finire sotto i materassi o dentro le banche a far lievitare gli interessi, quindi è evidente che verranno comunque rimessi in circolo aumentando la domanda. Forse, mi sorge il dubbio, che sia un certo tipo di “domanda” che vuol essere incentivata, come i “beni di seconda necessità“, che alimentano il mercato “consumistico“, e non quello dei “consumi“, ovvero dei “beni di prima necessità“.

Le politiche di “sinistra” (d’altronde così si dichiarano), storicamente, idealmente, si sono sempre vantate d’esser vicine alle necessità degli ultimi della scala sociale, e allora la domanda appare per effetto delle riforme che propagandano di aver intrapreso: chi sono “gli ultimi” della società, oggi? Perché c’è questo silenzio assordante attorno a persone che non hanno nulla e che stanno perdendo spietatamente ogni protezione da parte dello Stato? Chi ha contratto un mutuo e non riesce più a pagarlo perde le sue proprietà, nessuno ha più un gioiello giacché per pagare debiti o cibo se lo è venduto; gli “ultimi” sono stati espropriati di ogni bene di valore, morale e materiale, ma chiaramente questo non basta al governo per convincerlo ad intervenire per cercare di stravolgere una situazione diventata assurda, paradossale, inaccettabile.

Se tutti i Pronto Soccorso funzionassero così…

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